Rodotà e D’Arcais sentenziano la morte delle sinistre?

Chi si dice di “sinistra” non può avere dubbi sulla storia personale e sull’autorevolezza di Rodotà e D’Arcais come intellighenzia di sinistra.
Ora, sentire da loro che la sinistra è morta… qualche dubbio deve pur lasciarlo.
Possibile che queste persone abbiano interessi personali a sostenere i 5 stelle?

È innegabile che si apre una fase politica nuova oggi in Italia. Spero che altri intellettuali italiani siano così liberi oggi da non foraggiare la politica del compromesso che sta rallentando l’Italia dal raggiungere il posto che merita nel mondo.

Sala Umberto, un vecchio teatro nel centro di Roma. Si presenta l’ultimo numero di Micromega, sul palco c’è anche il direttore Flores d’Arcais. Il titolo della serata la dice già lunga: “La rivolta del cittadino contro il partito unico del privilegio e del conformismo”. Sembra il titolo di un post di Beppe Grillo, e invece è quel che resta del Palavobis e delle piazze di Cofferati, più di dieci anni dopo. La sentenza di Flores pare inappellabile: “Ha ragione Di Battista, a sinistra non c’è più nulla

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da rianimare. Ci sono solo pezzi di partitocrazia, e la sinistra fuori dal Pd è ancora peggio, sono i pezzi di partitocrazia emarginati da quelli vincenti”. L’ex garante della lista Tsipras ci va giù durissimo con Vendola: “Dopo quella telefonata a capo chino con l’uomo delle relazioni esterne di Ilva non capisco come possa stare ancora in politica, ma ognuno ha la dignità che ha. E peggio di lui sono quelli che gli stanno ancora intorno e non l’hanno buttato giù”.

A Renzi ci pensa Rodotà: “In lui vedo un retaggio craxiano più ancora che berlusconiano…”. Fuori due. I maitre a penser della sinistra giustizialista e dei diritti non vedono più nulla nel loro vecchio campo. Il sol dell’avvenire, ormai, è solo a cinque stelle.

http://m.huffpost.com/it/entry/8665886

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